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L’ansia è come una sedia a dondolo: sei sempre in movimento, ma non avanzi di un passo.
(Jodi Picoult)

 

L’ansia è uno stato caratterizzato da una sensazione di paura non connessa ad alcuno stimolo specifico.
Si distingue dalla paura vera e propria per il fatto di essere aspecifica, vaga o derivata da un conflitto interiore. I segni somatici sono una iperattività del sistema nervoso autonomo e in generale della classica risposta del sistema simpatico di tipo “combatti o fuggi”.
L’ansia è una complessa combinazione di emozioni negative che includono paura, apprensione e preoccupazione, ed è spesso accompagnata da sensazioni fisiche come palpitazioni, dolori al petto e/o respiro corto, nausea, tremore interno.

 

Un attacco di panico (DAP) è un periodo di paura o disagio intensi, tipicamente con un inizio improvviso e solitamente della durata inferiore ai quindici minuti. I sintomi includono tremore, respirazione superficiale, sudore, nausea, vertigini, iperventilazione, parestesie (sensazione di formicolio), tachicardia, sensazione di soffocamento o asfissia. La manifestazione è significativamente diversa da quanto avviene negli altri tipi di disturbi di ansia, in quanto gli attacchi sono improvvisi, non sembrano provocati da alcunché e spesso sono debilitanti. Un episodio è spesso categorizzato come un circolo vizioso dove i sintomi mentali accrescono i sintomi fisici, e viceversa.
La maggior parte delle persone che soffre di attacchi di panico riferisce la paura di morire, di impazzire o di perdere il controllo. L’esperienza generalmente provoca un forte bisogno di evitare o scappare dal posto in cui comincia l’attacco (risposta “combatti o fuggi”).

Molto spesso al primo attacco di panico la persona che ne è soggetta lo scambia per un imminente infarto e si rivolge al pronto soccorso convinta della natura fisica e non psichica della sintomatologia. La diagnosi è il primo passo affinchè la persona possa prendersi cura del disturbo in maniera corretta. La cura comporta necessariamente un percorso psicoterapeutico per comprendere e far emergere un conflitto intrapsichico che si manifesta attraverso i sintomi. Talvolta è necessaria anche una terapia farmacologica laddove i sintomi perpetuati nel tempo hanno cronicizzato uno stato di malessere non affrontabile momentaneamente con le proprie sole forze.

 

Una psicoterapia appropriata condotta da un professionista esperto può ridurre o prevenire gli attacchi di panico nel 70-90% dei casi. La maggior parte dei pazienti mostrano un significativo progresso dopo poche settimane di terapia.

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